Mondo Pesca/Surfcasting

Roberto Accardi
6 Agosto 2018 ore 10:31

Roberto Accardi

Una vita in nazionale, prima da agonista poi da commissario tecnico. Una voglia matta di pescare e di fare gare che non lo abbandona mai. Roberto Accardi continua a partecipare a selettive e trofei con lo stesso entusiasmo di... un secolo fa.
Federico Melis

Sono pochi quelli che in Italia possono vantare un palmares così ricco e prestigioso. Ma ciò che davvero colpisce di Roberto Accardi è la passione sconfinata per la pesca. Nato tra i fuochi d'artificio del capodanno 1970 ha trascorso metà della sua vita in giro per il mondo, vestendo la maglia azzurra sia come atleta che commissario tecnico. Dal 1998 ha inanellato tantissime soddisfazioni sportive. Roberto infatti si è qualificato per ben 19 volte agli italiani. Ma le maggiori soddisfazioni sono arrivate a livello mondiale: due medaglie d’oro consecutive, una soddisfazione pari solo a quella di essere stato in squadra in occasione della prima storica (e purtroppo unica) vittoria “fuori casa” avvenuta nel 2001 a Biarritz. Ha vinto per ben due volte il Club Azzurro ed ha centrato una prestigiosa tripletta, vero e proprio grande slam del surfcasting, vincendo tre tra i trofei più illustri del panorama italiano: la mitica Sa Balentia, il Memorial Magrini e la Canna d’oro. Ma tra tutte le vittorie e trofei il miglior risultato ottenuto da Roberto è la sua regolarità, rimanendo competitivo ad altissimi livelli per più di 20 anni.La sua storia può ispirare tanti appassionati alle prime armi. Ed allora, signore e signori, conosciamo meglio Roberto.
Come hai iniziato?
Il “colpevole” ha un nome preciso: Giuseppe Cansella. Assieme giocavamo a basket nella società GS Aquila di Cagliari, e dopo che la mia carriera si è interrotta a causa della rottura del ginocchio, è stato lui a convincermi ad andare a pescare e da lì è iniziata… “la scimmia”. Era il 1995. Con Giuseppe e altri amici abbiamo fondato la società J Casting Team e ho potuto iniziare la mia attività agonistica. La svolta tecnica c'é stata col passaggio all’Hippocampus Club. Ricordo benissimo che Claudio Murtas (presidente Hcc), constatata la mia stazza fisica, mi affidò a Efisio Espis per insegnarmi a lanciare. Ma uno su tutti devo ringraziare, e non mi stancherò mai di farlo: Riccardo Senis è stata la mia guida, il mio “manuale vivente” dell’agonismo e delle strategie di pesca. Con un maestro così due mesi di pescate erano equivalenti a due anni di esperienza per i fatti propri!
E poi è arrivata la nazionale?
Nel 1998 sono riuscito a ottenere la qualificazione al mio primo campionato italiano e in quell’occasione, entrando nei primi dieci assoluti, sono approdato al Club Azzurro. In quella stessa occasione mi classificai primo assoluto e vincendo il titolo entrai di diritto in nazionale in occasione del campionato del mondo in Algarve Portogallo nel 1999.
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