Mondo Pesca/Acque interne

Canapa Vincente
15 Giugno 2019 ore 07:00

Canapa Vincente

Con l’arrivo del bel tempo si ha la possibilità di utilizzare delle esche che nel periodo freddo è meglio non usare. I semi di canapa, croce e delizia dei pescatori, fanno parte di questa categoria.
Luciano Angius

Tutto corre velocemente: il lavoro, la famiglia e il tempo libero in generale… anche nella pesca difficilmente ci si ferma a sperimentare, ma si tende a velocizzare il tutto cercando di ottimizzare le pescate come se fossimo dei robot. Chili e chili di bigattini, mais, pellet e vermi. Ecco, questo è il nostro parco esche che per il 90% delle uscite ci accompagna durante le nostre pescate. Ci sono però tante altre esche da poter usare in alternativa e i semi di canapa sono perfetti in abbinamento con la roubaisienne. Questi semi si presentano come una granaglia oleosa, ricca di amminoacidi essenziali, altamente proteica e per questo è molto gradita ai pesci. Il loro utilizzo è consigliato nel periodo caldo, perché in acqua tiepida l’olio contenuto all’interno dei semi si diffonde velocemente in acqua risultando più digeribile ai pesci; mentre in acqua fredda l’olio rimane più compatto, denso e quindi meno digeribile. I semi di canapa sono un’ottima esca e se usati per la pasturazione non hanno bisogno di essere arricchiti con altri ingredienti.

Preparazione dell’esca
I semi di canapa si possono trovare già pronti all’uso in comodi barattoli di latta, oppure li possiamo preparare noi tranquillamente a casa. Basta acquistarli in un consorzio e lasciarli a bagno in acqua per 12 ore. Successivamente si fanno bollire in acqua calda fino a che i semi non si aprono e si inizia ad intravvedere il germoglio bianco. A questo punto si lasciano raffreddare e sono pronti per l’uso. Il loro utilizzo è strettamente legato ad una pesca di ricerca in spot abitati da gardon e carassi, perché i semi di canapai permettono di selezionare la taglia di questi esemplari. Per questo motivo, i piatti laterali dei panieri dei nostri amici d’oltre manica sono sempre corredati di alcuni barattoli di semi di canapa, pronti a risolvere le pescate che sembrano destinate al fallimento. Da noi e tutt’altra storia; vuoi perché i nostri spot hanno una conformazione diversa dai loro, vuoi perché da noi i gardon non ci sono… comunque sia io ho provato questo tipo di esca e ne sono rimasto colpito e affascinato.


Azione di pesca
Ho cercato un piccolo canale che si avvicinava come conformazione a quelli dove pescano gli inglesi, quindi non troppo largo, sui 12 o 13 metri, non troppo profondo, al massimo 1,5 metri, e ricco di vegetazione sulle sponde. Ho impostato l’azione di pesca su una tecnica il più leggera possibile. Quindi una madre lenza dello 0,16 con un galleggiante da 0,40 grammi, amo del 18 e finale dello 0,12. I pallini (piccolissimi…) li ho scalati in quaranta centimetri, andando a chiudere verso l’alto, partendo dal nodo del finale, in modo da avere una discesa morbida verso il fondo. Come finale avrei usato volentieri uno 0,10 ma purtroppo nello spot da me battuto non ci sono gardon e carassi, ma solo carpe di discrete dimensioni ed infatti qualcuna ha strappato tutto e al guadino non ci è arrivata. Per innescare i semi di canapa bisogna inserire la punta dell’amo dalla parte morbida del germoglio e, ruotando il seme, la si fa uscire dalla parte opposta che è leggermente più dura. Per pasturare ho usato solamente il cupping kit creando due linee di pesca di fronte alla mia postazione e una sulla mia destra. Le linee che ho scelto di fronte a 7 e a 13 metri le ho alimentate da subito con delle scodellate non troppo abbondanti ma comunque regolari ogni 20 minuti circa. Mentre la zona sulla mia destra a ridosso della sponda e a 4 metri da me l’ho pasturata con solo una scodellata abbondante all’inizio. Quando, dopo circa un’ora, le mangiate hanno iniziato a diminuire d’intensità nelle due linee frontali sono andato a calare la lenza lateralmente e il pesce ha mangiato immediatamente. Ho pescato per alcune ore alternando le tre zone di pesca ma ho notato che i pesci che hanno risposto all’approccio marginale sono stati quelli più grossi, tant’è che alcuni non sono nemmeno riuscito a vederli. A dire la verità quello che mi ha sorpreso di più è stato il modo in cui questa esca è riuscita a mettere in frenesia alimentare i pesci e la quantità di pesci che è stato possibile catturare durante qualche ora di pesca. Seppur l’innesco non sia voluminoso, è incredibile come carpe di una certa mole si facciano attrarre da un piccolo seme di canapa innescato in un amo del 18.

 

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