Mondo Pesca/Acque interne

Sardinian Master MP Event
15 Luglio 2019 ore 09:00

Sardinian Master MP Event

Lo hanno immaginato, voluto, organizzato e alla fine realizzato. Non era facile, ma il Fishing Villasor può tirare un sospiro di sollievo, il Sardinian Master è stato un successone.
Luciano Angius

Il tanto atteso giorno è finalmente arrivato e il primo Sardinian Master, fortemente voluto dai ragazzi del Fishing Villasor, capitanati dal presidentissimo Massimo Scalas, si è svolto il 16 giugno, una calda domenica trascorsa sulle sponde del Flumini Mannu. Come sempre quando si tratta di organizzare delle gare, il Fishing Villasor ci mette l’anima, tant’è che queste gare diventano dei veri e propri eventi e a proposito di eventi, la gara è stata inserita nel circuito MP Event, nato per promuovere e valorizzare le manifestazioni più importanti dell’isola. Infatti il primo Sardinian Master ha avuto un enorme successo, non tanto per il numero di partecipanti, ma per la formula di svolgimento della gara o se vogliamo essere precisi… delle gare. Il Sardinian Master si è svolto in due manche: la prima la mattina e la seconda il pomeriggio, mettendo fisicamente a dura prova tutti i pescatori, sia per le temperature estive quasi proibitive che per la durata della gara che in totale è stata di ben sei ore e mezzo. All’arrivo sul campo gara, alle 7 del mattino, tutti i 35 garisti hanno assistito alle operazioni di sorteggio per l’assegnazione del picchetto. Successivamente si sono recati alla loro postazione e alle 8:30 ha avuto inizio la prima manche. Inutile dire che per avere la meglio sugli altri, in una gara del genere per di più a tecnica libera, un minimo di esperienza la dovevi avere. Infatti il tasso tecnico dei partecipanti ha dato subito l’impressione di essere elevato, per cui si alternavano tra i picchetti le lunghe roubaisienne, le inglesi, le bolognesi e le immancabili canna da feeder. La conformazione del fiume permetteva di alternare più tecniche nello stesso spot e dove gli agonisti sono stati capaci di affidarsi al loro senso dell’acqua, si è vista la differenza. Nella prima parte di gara si è avuta l’impressione che i pesci tendessero a stazionare sulla sponda opposta, nelle zone d’ombra fornita dal fitto canneto e infatti il 90% delle catture è stato fatto in quelle zone. Chi ha avuto la fortuna di capitare in una postazione “comoda” per la roubaisienne non ci ha pensato due volte a sfoderarla, ma un discreto vento laterale ha pensato bene di disturbare la loro azione di pesca. Per gli amanti della bolognese invece, ci ha pensato la corrente a mettere i bastoni fra le ruote. Infatti questa in alcuni tratti del fiume trascinava via verso valle la montatura e l’esca. Ma le carpe non seguivano la corrente, anzi, mangiavano solo in modo statico; quindi si sono viste pochissime tocche. Solo l’utilizzo dei galleggianti vela permetteva un’azione di pesca appena sufficiente. Quelli che hanno cercato di pescare all’inglese hanno avuto per lo più gli stessi problemi dei “bolognesari”, sempre per via della corrente. I feederisti invece hanno avuto una marcia in più, riuscendo ad interpretare il campo gara e le condizioni generali del fiume al meglio; alternando il method con il feeder, sono riusciti a prevalere sugli altri pescatori. Al termine della prima manche, si sono svolte le operazioni di rito, quali pesatura e stesura della classifica parziale.

 

Pausa pranzo e manche finale
Successivamente, dopo aver sgombrato le postazioni, si è passati a sbranare il ricco buffet dove chi più chi meno cercava di carpire dagli altri qualche informazione per poter prendere qualche pesce in più nella manche successiva. Neanche il tempo di digerire che si doveva nuovamente assegnare le postazioni, con la solita estrazione dei numeri, per poter dare il via alla seconda parte di gara. Dalle 15 alle 18 il caldo se possibile è aumentato e il pesce non ha risposto come nella prima parte di gara. Non solo caldo… adesso l’ombra si era spostata sotto le postazioni dei pescatori e questo ha tenuto molti pesci alla larga dalle esche. Come per la prima manche, si è assistito alla solita “battaglia” tra tecniche e filosofie di pesca; ma il feeder ha mostrato comunque una marcia in più. Ad avere la meglio su tutti, dopo le due prove, è stato Thomas Piras, giovanissimo e promettente atleta del Fishing Villasor, seguito da Beniamino Deidda e da Massimo Maccioni. Le premiazioni si sono svolte a Villasor, nella sede del Fishing e grazie ai tanti sponsor sono state veramente ricche di premi. Nonostante l’agonismo e la voglia di pescare un pesce in più dei compagni di settore, il comportamento di tutti i partecipanti è stato esemplare e le raccomandazioni degli organizzatori su come maneggiare il pesce durante le fasi di slamatura, l’obbligo di usare nasse di dimensione e materiale adeguato e teste guadino corredate di rete gommata, hanno sicuramente fatto la differenza. La gara era aperta anche ai bambini fino ai 12 anni, che potevano disputare solo la prima parte al mattino. Il piccolo Valentino Pisano si è comunque difeso bene, portando alla pesatura tre belle carpe. L’augurio è che per le prossime edizioni ci siano più partecipanti, sia adulti che bambini, in modo da rendere la competizione sempre più avvincente. E comunque sia anche questa volta i ragazzi del Fishing Villasor si sono superati alla grade!

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