Mondo Pesca/Dalla Barca

L'Altura di The-O
14 Agosto 2019 ore 07:00

L'Altura di The-O

Bel tempo, tanti, tanti pesci, tanta allegria e tanta beneficienza. Questa in sintesi l’ultima gara di The-O a Porto Rotondo. Uno sforzo della Fishing division dello Yacht Club che qualifica la pesca sia dal punto di vista sportivo che scientifico.
Alberto Belfiori

Porto Rotondo, capitale della traina d’Altura. Capitale, italiana quindi, anche se molte sono le località dello stivale che pretenderebbero il titolo. Porto Rotondo lo è, capitale, perché i pesci ci sono, tutti, e perché oltre la pesca si sviluppa un’attività che va dal puro sport alla ricerca scientifica, alla promozione. E se Porto Rotondo identifica una località, a pochi sconosciuta, è il locale Yacht club che fa da supporto ad una “fishing division” di primo livello, animata in primis dal presidente Roberto Azzi, ma soprattutto dall’infaticabile personaggio, ormai sardo acquisito, che si chiama Sandro Onofaro. Da quest’anno poi, l’Igfa, la blasonata associazione statunitense, con sedi in tutto il mondo, vanta in questo angolo dell’Isola, un ufficio stabile, di coordinamento, che fa capo a un altro grande personaggio della pesca sportiva mondiale: Massimo Brogna. Ma il tocco di classe è tutto di Luigi Donà dalle Rose, conte veneziano fondatore di Porto Rotondo e instancabile sostenitore di una Sardegna bella, elegante, turistica e refrattaria alla speculazione edilizia. Non c’è nulla da meravigliarsi quindi se il circuito di pesca The-O si è stabilito anch’esso in Sardegna, a Porto Rotondo. Un’infinità di manifestazioni che comprendono la pesca d’altura, la traina costiera e la didattica. Nell’ambito di questo programma il primo week end di luglio gli equipaggi più agguerriti e affezionati, in due lunghe e impegnative manche, hanno solcato i mari raggiungibili in cerca di tonni, lampughe e aguglie imperiali, principalmente. Il tutto secondo un regolamento che premia la sportività e che infine, con le offerte sul pescato, va a rimpinguare le casse di “Sea life care international” e in particolare il “Mediterranean spearfish project” in cerca dei costosissimi tag satellitari. Il tempo è stato clemente, come meglio non si poteva sperare. Così, anche le più piccole imbarcazioni hanno calato fino a 9 canne con le esche, principalmente kona, a diverse distanze e profondità. Nel girovagare, registrato via WhatsApp, ci sono stati momenti di panico. Infatti, soprattutto le alalunghe, che si muovono in colonie numerose, hanno aggredito tutte le esche in mare, procurando nel pozzetto una prevedibile agitazione e la perdita di qualche bel pezzo. Ma la pesca è così, adrenalina che si libera, emozioni che non si dmenticano, un brindisi in banchina al rientro di ogni uscita e la cucina On Top dello Yacht club, con i migliori chef fino alla fine di settembre. Restando in tema agonistico occorre sottolineare la prestazione di Bad Boys, l’agile open di Domenico Salvaggio, altro sardo acquisito, che ha dominato dall’inizio alla fine, senza lasciare dub-bi e spazi di rimonta a nessuno, totalizzando 6 prede a pagliolo e due pesan- tissimi rilasci. Sulla piazza d’onore si assesta Karima dei fratelli Guasconi, con un totale di 3 pesci e un rilascio. Completa il podio Wiz con 5 pesci tra cui il più grosso della gara. Da notare le “inutili” 6 alalunghe di Devil’s Advocate a bordo tutte nella seconda manche. Tra le note, due momenti divertenti in occasione delle chiassose e partecipate aste di beneficienza e il simpatico incontro con i ferraristi giunti con i rossi bolidi da tutta la Sardegna. Insomma un finale col botto per questa frazione di The-O, in Sardegna, a Porto Rotondo, nel posto più bello del mondo, candidato dal suo fondatore Luigi Donà dalle Rose a sito del Patrimonio mondiale.

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