Mondo Pesca/Surfcasting

Predatori Fuor d'Acqua
10 Settembre 2020 ore 07:00

Predatori Fuor d'Acqua

Una serata in compagnia di due giovani e volenterosi pescatori. La “visita” di una aguglia, una cattura non troppo usuale e l’attesa per l’arrivo dei serra. Insomma, una notte d’estate, in compagnia di predatori saltatori.
Alberto Cossu

Ormai siamo entrati in pieno nella stagione dei predatori che amano cacciare in acque calde. Indubbiamente il nostro “amico” serra è il re indiscus-so delle nostre nottate in spiaggia. Si tratta di un pesce predatore voracissimo, che negli ultimi vent’anni è aumentato a dismisura nei nostri litorali, tant’è che lo si pesca anche in pieno inverno. È una specie che si sposta in grandi comitive alla ricerca di tutto ciò che si muove in acqua. Per la verità i gruppi sono spesso formati da esemplari della stessa taglia, più di frequen-te piccoli esemplari sul chilo o giù di lì, mentre i grossi serra cacciano solitari o in squadre di poche unità. Personalmente sono un amante del surf casting dedicato ai predatori: in inverno le spigole col vivo, ma quando arriva l’estate mi dedico soprattutto ai serra. La parola d’ordine in questi mesi è: “Diamo la caccia ai serra!”.

Canna, mulinello e travi
I travi per il Pomatomus saltatrix sono molto semplici. Di solito scelgo la lunghezza della paratura in base alla profondità dell’acqua. Su fondali molto bassi uso il minitrave, ma se la spiaggia è profonda, la lunghezza supera i 2 metri, mentre lo spessore varia da 0,60 o 0,70 mm. Inutile dire che si usano girelle di ottima qualità e di grossa taglia, sia per sostenere zavorra e trancio pesante, sia per il lancio spesso molto forzato, visto l'ingombro dell’esca. Il terminale in sé è costituito da uno spezzone di nylon dello 0,50, lungo quasi come il trave, con, all’estremità, 25 o 30 centimetri di treccia d'acciaio. Nella scelta della canna ciò che conta è l’affidabilità e la potenza. Infatti teniamo conto che non si scende mai sotto l'etto, tra piombo e esca. I mulinelli devono essere di grossa taglia con bobine capienti, capaci di contenere un buon 0,25 e uno shock leader conico con finale dello 0,70 circa.

Meteo
E veniamo alle condizioni meteo. C'è poco da fare, luna bella alta in cielo, da metà luna crescente fino a metà calan-te. In estate, con bonaccia, meglio i picchi di alta marea. La temperatura dell'acqua ha un ruolo fondamentale. Infatti il serra è un predatore che ama il caldo. Una volta avvenuto l’attacco, mi raccomando, ferrate decisi! Assisteremo a continue ripartenze e, specie negli ultimi metri, in splendidi salti nel tentativo di liberarsi dal sistema pescante. Il serra, lo si ama o lo si odia. Ha la fama di distruttore, quasi fosse sua la colpa dell’impoverimento del nostro mare. Ma non è così. Questa pesca è il giusto connubio tra il poco impegno e la massima soddisfazione. In un paio d'ore potremmo assistere a spettacoli davvero speciali! Spesso le mangiate sono frequenti, tanto da farci dire anche basta. Si pensa, a torto che il trancio sia un’esca esclusivamente per il serra. Non è così! Per questo vi voglio raccontare una bella esperienza di poco tempo fa.  

Sorpresa
Avevo deciso di uscire per passare una bella serata in compagnia di due piccoli pescatori: Emanuele e Diego. Due bambini appassionati di mare e di pesca in particolare. Uno sguardo al meteo... le previsioni sono ottime: mare giusto e luna bella piena! Direzione, la lunga spiaggia di Torre Salinas, a Muravera, sulla costa sud orientale sarda. È una spiaggia che negli ultimi anni ha visto aumentare le catture di serra. Visto che mi muovo con due aspiranti pescatori, con me porto alcune canne leggere, un assetto ideale per provare a prendere qualche piccolo pesciotto: mormore, occhiate, oratelle… Lanciamo, per prime, le canne da beach ledgering che danno subito pescetti di galla (occhiate, lecce stella, surelli…) e qualche tracina. Vista la misura ridotta delle catture, insegno ai ragazzi a slamarle e liberarle con cura. A volte ci facciamo prendere dalla frenesia e portiamo a casa pesci troppo piccoli, ma il rispetto per il mare è fondamentale e va trasmesso ai giovani. Li osservo alle prese con fili, mulinelli e canne da pesca e mi ritornano in mente le belle serate con mio padre, in Corsica o nello splendido golfo di Orosei. Finalmente arriva il tramonto e con questo il vero obiettivo della serata, la pesca ai serra. Preparo quattro canne con tranci di muggine e sarde. Intanto i ragazzi si dimenticano pure che è ora di cena, tanta è la foga e la voglia di pescare. I recuperi continuano, con occhiate come se non ci fosse un domani… Io però, tra me, penso: “Con tanto pesce in giro mi sa che oggi di serra non ne vediamo”. Infatti, quando i serra sono in caccia, te ne accorgi perché gli altri pesci smettono di mangiare. Arriva l’ora di cena, ma i due guerrieri non distolgono un attimo gli occhi dai cimini. Scene troppo belle e gli schiamazzi e le grida rendono quest’uscita a pesca davvero divertente. Il primo obiettivo della serata, non far annoiare Emanuele e Diego, è raggiunto alla grande! Finalmente la mia pancia ha ragione della foga dei due e riesco a farli sedere a tavola: prosciutto, formaggio e risate, cosa volete di più?

Una preda inaspettata
Ogni tanto lo sguardo va alle canne, ma tutto tace. Poi Emanuele ci chiama. È convinto di avere in canna un serra. Corriamo subito e vedo che la canna è completamente piegata. Emanuele non sa se essere felice o aver paura di perdere la cattura, ma intanto recupera regolarmente. Finalmente il pesce si avvicina a riva. Diego ed io stiamo vicino a Emanuele e gli diamo manforte. Con la coda dell’occhio vedo il nodo dello shock leader entrare sull’apicale e penso: “È quasi fatta!”. Abbasso la luce per evitare che il pesce si spaventi. Ec-co che inizia a vedersi la sagoma. Cavolo! Non è un serra! È una bellissima aguglia di dimensioni spropositate. Con una mano filmo la scena, con l’altra aiuto Emanuele a slamare il pesce. Mani alzate e gioia infinita. Questa cattura è la testimonianza che dal mare ci si può aspettare di tutto in ogni momento. Armata nuovamente la canna ci ricomponiamo e ci mettiamo a fare qualche terminale leggero per l'alba. Di serra... manco l'ombra! Ma siamo fiduciosi per le lecce stella alle prime luci. Ora è il turno di Diego con una bella doppietta di mormore di buona taglia. Si fa l'alba e proviamo il tutto per tutto col granchietto magico per l’orata: 2 canne, una sulla corta e una sulla lunga distanza. Ma non va, niente mangiate. In compenso ci aspetta un’ottima colazione con paste e caffè caldo per spalancare gli occhi oramai pieni di sonno. Quasi dimenticavo, non deve mai mancare il "buona pesca" che ormai mi accompagna in ogni uscita. Uno sfottò che però sembra porti bene. Questo racconto è un esempio di come un’u-scita dedicata ai serra possa riservare nuove e belle sorprese. Perché il trancio è gradito da molti altri predatori. Buon mare a tutti, con tanti serra nel secchio.

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