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Bank Fishing
22 Aprile 2021 ore 09:31

Bank Fishing

È col freddo che si misura la vera passione. La primavera non regala l’attività dei mesi caldi ma permette di studiare e conoscere meglio il comportamento delle esche da big. Ecco tre tipi di esche adatti al periodo: spinnerbait, jig e swimbait.
Alessandro Vacca

La pesca al bass (Micropterus salmoides) è praticabile dalla barca, dal kayak, dal belly boat e come fa la maggior parte dei pescatori, italiani e non solo, da riva. Se prendiamo in considerazione solo i bass di piccola taglia, non ci vuole molta fatica per trovarli (eccetto in momenti e occasioni particolari). Il discorso cambia notevolmente quando si tratta di bass di grosse dimensioni. Infatti il numero di tali esemplari è infinitamente minore. Inoltre sono molto più furbi e sospettosi e in generale hanno un comportamento alquanto diverso rispetto agli esemplari più giovani. Pertanto viene da chiedersi: “i bass più grossi si possono insidiare anche da riva o le catture fatte dalle sponde sono fortuite? Le esche da utilizzare sono le stesse “dal piede” e dal natante? Come comportarsi in acque con pochi punti d’accesso?”. Vediamo di scoprirlo insieme!

Strategia
Innanzitutto chiariamo che i grossi bass si possono pescare con costanza anche da riva. Inoltre, andare in bassboat, nonostante i numerosi vantaggi, non è sempre sinonimo di cattura. È anche vero che dal piede spesso ci vorranno più pescate e comunque ci vorrà più tempo per intercettare il pesce target, da qui la necessità di una strategia. Il bass si comporta sempre nello stesso modo, sia che siamo su un natante, sia che siamo sulla terra ferma. Siamo noi che lo peschiamo da una prospettiva diversa, pertanto dobbiamo adattarci. Dobbiamo individuare gli spot giusti tenendo in considerazione alcuni fattori importanti: la morfologia e la tipologia dello specchio d’acqua (lago, fiume, cava, etc.), la stagione, il tipo e il comportamento del foraggio presente nel bacino, la temperatura e il colore dell’acqua, le condizioni meteo, le fasi lunari e tutti gli elementi che influenzano questo predatore. Quando si hanno tanti punti d’accesso allo specchio d’acqua si può decidere di concentrare l’azione di pesca su pochi spot oppure fare una pesca di ricerca battendo tanta acqua, mentre, se i punti d’accesso pescabili sono pochi, si può pensare di pescarli ciclicamente in diversi momenti della giornata.

Esche
Dopo aver individuato lo spot giusto bisogna scegliere l’esca più appropriata, e qui nasce il luogo comune di ritenere certe esche non idonee alla pesca dal piede. In realtà tutte le esche si prestano a essere utilizzate sia dalla barca che dalla sponda. Ci sono artificiali progettati per stare a contatto col fondo o all’interno delle cover e per questo tendono ad incagliare maggiormente, specialmente da riva. Ma questo non deve scoraggiarne l’utilizzo perché seguendo delle accortezze e prendendoci confidenza è possibile ridurre drasticamente tali incagli. Credo fortemente che qualsiasi artificiale utile a raggiungere il nostro obiettivo vada utilizzato, perché da ciò dipende il fare e il non fare il bass desiderato. Detto ciò la scelta delle esche risulta fondamentale. Ogni esca ha il suo momento e può catturare un grosso esemplare, ma quando si parla di pesci over size l’esca grossa non ha eguali! Analizzando tutte le mie catture ho potuto constatare che ho catturato la maggior parte dei big bass utilizzando esche voluminose. Questo per diversi motivi: usando un artificiale di grandi dimensioni non viene disturbata l’azione di pesca dai piccoli bass, permettendo al big di agire indisturbato e di non essere allarmato; imitando una preda generosa si va a rappresentare un’importante riserva energetica raggiungibile con poco sforzo, un’occasione che il bass difficilmente si farà sfuggire; un’esca grossa viene attaccata anche per territorialità e per concludere si andrebbero a presentare delle esche che generalmente non è abituato a vedere e che perciò lo renderebbero meno sospettoso. Le tipologie e i colori degli artificiali che utilizzo sono tantissimi. Li scelgo in base alla preda (pesce foraggio, insetto, anfibio...) che devo imitare, alla tipologia e alla profondità dello spot e all’attività del pesce, spaziando dai wtd, allee rane, ai jerk, ai crank, alle gomme, ma le esche che non devono mai mancare nella mia Plano sono gli spinnerbait, i jig e le swimbait (glide bait), tre esche che mi permettono di coprire moltissime condizioni.

Attrezzatura
Altro aspetto rilevante quando si parla di pesci di un certo calibro è la qualità dell’attrezzatura. Reputo importante preferire esche, canne, mulinelli e fili di alta qualità con caratteristiche adatte all’uso che se ne dovrà fare, in modo da massimizzare le probabilità di cattura e minimizzare le possibilità di errore, viste le poche opportunità che si presenteranno. In conclusione, è necessario che per tutta l’azione di pesca i lanci siano estremamente precisi; che il recupero dell’artificiale sia  sempre controllato; che la concentrazione sia continua e soprattutto bisogna credere fino alla fine in ciò che si sta facendo. Il bass della vita arriva quando meno lo si aspetta.

Spinnerbait
Lo spinnerbait è un’esca metallica che generalmente imita il pesce foraggio. Emette tante vibrazione e lampi di luce, utilissimi in condizioni di scarsa luminosità o di acqua sporca per farsi individuare facilmente dal bass. Lo spinnerbait è l’esca principe del power fishing, permette di battere tanta acqua in poco tempo e di provocare attacchi di reazione. Le caratteristiche che ricerco in uno spinnerbait sono: palette di grandi dimensioni che si mettano in movimento appena entrano in contatto con l’acqua; amo grande ed affilato; skirt voluminoso ma che permetta allo spinnerbait di rimanere in assetto, sia nella fase di discesa che di recupero. Personal- mente utilizzo il Killerbait Over di Gan Craft, uno spinnerbait che al variare del peso mantiene comunque lo stesso volume.

Jig
Il jig è un’esca in metallo composta da una testa piombata, circondata da un gonnellino in silicone, con l’amo protetto da una guardia in setole rigide. Lo si utilizza per imitare i gamberi (importantissimi nella dieta del bass), oppure, abbinando un trailer differente, è possibile imitare altre prede come shad e non solo. È un’esca che dà il meglio di sé dentro le cover e strutture di vario tipo (alberi, sassi, etc.), sul fondo, ma anche a mezz’acqua a swimming. Le caratteristiche fondamentali di un jig sono: la testa che deve permettere una discesa controllata mantenendo il jig sempre in assetto, in modo che anche quando è appoggiato non ricada su un lato e, chiaramente, la forma della testa andrà adattata alla tipologia di spot che si andrà ad affrontare; un gonnellino voluminoso; una guardia bella rigida; un amo grande, affilato e inclinato a 45 gradi che agevoli la ferrata e che tenga il gambero con le chele sollevate esattamente come si comporta in natura; il ferma-esca, un accessorio che è risultato un bel aiuto consentendo di preservare l’integrità del trailer tenendolo saldo sul jig. Tutte queste caratteristiche le ho trovate sul Ganjig e il trailer che meglio gli si abbina è sicuramente un gambero imitativo come la Bomb Slide entrambi di Gan Craft.

Swimbait
La swimbait è un’esca che imita in maniera impeccabile le principali prede del big bass (persici, agoni, scardole, carpette, trote, etc.). È fondamentale che una swimbait reagisca a ogni piccola sollecitazione, che mantenga sempre il suo movimento sinuoso e che sia in grado di rimanere tutto il tempo necessario nella strike zone. Un altro elemento importante da tenere in considerazione sono le ancorette, che dovranno essere della dimensione corretta e di alta qualità per evitare spiacevoli slamate. Si possono trovare queste caratteristiche nelle Jointed Claw 178 e 230.

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